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Il laboratorio di Teatro dell’Oppresso, coordinato da Caterina Crisafi a Casal di Principe (Caserta), mette in scena tre atti unici: L’insegnate, La testimone e Il precario. L’iniziativa nasce da lontano: il laboratorio fa parte dei percorsi di studio finanziati dalla Regione Campania per una ristrutturazione sociale delle città ad alta densità criminale, in un processo complessivo della durata di 3 anni, il cui braccio formativo CITTADINI IN CAMMINO ha prodotto i tre corsi Giornalismo d’inchiesta, Politica responsabile e Teatro dell’oppresso.
Quest’ultimo, come è noto, rappresenta una forma di teatro politico, in cui l’estremizzazione delle tensioni e l’abbattimento della barriera attore – spettatore nello spazio artistico di finzione consentono lo studio delle problematiche sociali, la ricerca di soluzioni e il superamento dei conflitti per il miglioramento della società. La recente scomparsa di Augusto Boal, inventore della tecnica, ha lasciato dolorosamente orfani il mondo politico, culturale e artistico e rende ancora più interessante l’iniziativa. “Il laboratorio ha avuto il significato di un’esperienza, più ancora che di un esperimento, da continuare in un gruppo permanente “ dice Renato Natale, presidente dell’Associazione Jerry E. Masslo impegnata nell’organizzazione dell’iniziativa. La serata finale vedrà protagonisti i quindici partecipanti, la stessa coordinatrice e, nel Forum successivo, Roberto Mazzini, fondatore dell’Associazione Giolli, che ha il merito di aver diffuso in Italia la tecnica di Boal. giovedì 4 giugno 2009 ore 18.30. San Cipriano d’Aversa - CE, Via Pirandello 10, salone del Centro Polivalente I GIARDINI CHE NESSUNO SA (Istituto Suore dell’Annunziata) articolo tratto da http://www.arstuavitamea.com/atvm/arstuavitamea/il-teatro-dell%E2%80%99oppresso-in-campania/
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