`

Sito ufficiale Libera Caserta

Sito ufficiale Libera Caserta

 

 


 
 
5 x mille
 

A67 per Libera Terra

 
 
 

Newsletter






Campagne

 
 

 

Iniziative imminenti

gio mar 18 @10:30 - 12:00
18 Marzo a Pomigliano D'Arco

Calendario eventi

« < Marzo 2010 > »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31 1 2 3 4

Siti Amici



Banner

 

Banner

 

Banner
 

 


Sondaggi

Chi e' online

Abbiamo 10 visitatori online
diario sms dal treno della memoria PDF Stampa E-mail
21 ore in treno. Arrivo a Cracovia 28 gennaio ore 15.30. un viaggio estenuante ma al tempo stesso carico di emozioni, di entusiasmo e di tanti momenti di riflessione.

Inevitabile pensare a quie binari. La lancetta del tempo inizia a muoversi a ritroso e si ferma a 70 anni fa, agli anni della deportazione. Quel viaggio verso l’impnesabile rappresenta per noi il primo passo nella memoria.

29 gennaio 2010
"Visita della città di Cracovia, bianca, fredda e suggestiva. Nel percorrere le vie del centro storico lo sguardo si perde, scuta i maestosi palazzi e il paesaggio innevato così lontano dalle calde città del sud. Diverso, ricco di fascino! Ma un po più in là ... il muro .. il ghetto! Il luogo che rese l'uomo prigioniero nella propria casa ... il luogo dei non vivi....Quella prigionia insensata per noi .. il secondo passo nella memoria"

 

30 gennaio 2010
" Visita ai campi di Auschwitz e Birkenau. Il giorno più difficile anche da racchiudere in un pensiero. Molte, troppe domande si affollano nella mente, ma non vi è una sola risposta che riesca ad attenuare il senso di sgomento e d'impotenza che si prova ripercorrendo i luoghi della Shoah. Quella lucida e programmata "follia", per noi una pagina di storia da non replicare. Una memoria da custodire e tramandare."

 

31 gennaio
Restituzione dell'esperienza. Il giorno delle riflessione, del confronto, della rielaborazione di quanto vissuto, ma soprattutto il momento di passare dalle parole ai fatti. Il momento di trasformare la nostra esperienza in impegno. Impegno a non stare in silenzio: impegno ad osservare e capire. Impegno ad agire, a non rimanere nella "zona grigia" della cecità, della sordità, della passività e dell'insensibilità. Il momento di uscire dall'indifferenza!
 
 
1-2 febbraio. Lungo la via del ritorno…

Il treno va veloce, sempre più veloce. Così nella mia mente si riscaldano i ricordi…i ricordi di solo qualche anno fa, quando ebrei, zingari, oppositori politici, vivevano nel terrore di essere deportati, trasportati in qui luoghi in cui l’unico senso della vita era la morte! Vivendo con il terrore di continuare a vivere, perché vivere significava “continuare a soffrire”! Beati loro che morivano! Sofferenza, angoscia e inquietudine sono le emozioni che provocano in me un forte senso di vergogna, vergogna di appartenere al genere umano!Indignato di ciò che dovettero soffrire persone incoscienti della loro grave colpa: quelle di avere determinati ideali o avere un certo credo! E con questo viaggio il loro ricordo non si spegnerà: la loro vita continua nel nostro ricordo. (Ferdinando Zullo)

Entrare ad Auschwitz e Birkenau è tutta un’altra storia, poiché si entra nella storia. Entrare ad Auschwitz e Birkenau, ove milioni di persone vennero private della vita, fomenta rabbia, freddo e gelo interiore. Entrare ad Auschwitz e Birkenau significa rendersi conto di quanto la natura umana sia incline al male. (Angela G.)

Un’emozione forte, il gelo dei sensi: gli occhi si bagnano, le parole si bloccano, la mente si oscura, il corpo si irrigidisce. E’ reale? E’ accaduto davvero? Purtroppo sì! Purtroppo l’uomo non riesce sempre a controllarsi…purtroppo non capisce che c’è un limite oltre il quale non si può andare e se per un oscuro motivo si supera questa soglia, beh, allora dobbiamo avere paura perché il male inizia a coltivare i suoi semi. (Ada Fiorito)

Non tutti capiscono il valore della vita, la sua vera essenza e pensano sia possibile dominare il corso umano, la gente, il mondo, per il semplice piacere del potere personale. (Saverio Palazzo)

Grazie al treno della memoria, ho potuto effettuare un viaggio unico nel suo genere; un viaggio costituito di divertimento, ma anche di dolore e riflessioni. Non tutti i miei amici hanno potuto effettuarlo, e mi rendo conto di quanto sia stato fortunato, e del mio compito, ovvero, quello di riuscire a trasmettere tutte le emozioni percepite nel percorso che abbiamo affrontato tutti insieme. Questo viaggio mi ha consentito di vivere le vicende svolte in modo diverso da come ci vengono trasmesse dai libri, dai documentari. Sono davvero molto felice di averlo affrontato con tantissimi altri giovani come me, provenienti da tutta Italia. E’ impossibile descrivere le emozioni provate solo tramite un pezzo di carta, ma spero di averle espresse. Grazie. (Francesco Maria Mastroianni)

Un’esperienza profonda che cambia la vita e che va ripetuta. (anonimo).

Il viaggio ad Auschwitz è stato un viaggio interiore piuttosto che una gita e una semplice visita dei luoghi dove sono morte migliaia di persone. Quando si entra in quei luoghi, nel ghetto o nel campo Auschwitz o di Birkenau, tutti i pensieri si concentrano sul valore della vita di ogni essere umano, di qualsiasi razza, religione o partito politico. Le emozioni che si provano sono uniche, inspiegabili, irripetibili, il cuore smette di battere e i crampi allo stomaco prendono il sopravvento su tutto. Al ritorno dal viaggio tutti si sentono cambiati, hanno la voglia di agire, di fare qualcosa per far sì che ciò che è accaduto appena settant’anni fa non accada mai più, perché privare una persona della propria identità e dignità è la cosa più brutta che possa succedere. (Ida Conte)

Non so come descrivere questo viaggio. Emozionante, struggente. Purtroppo solo vedendo quello che è rimasto di quei campi, possiamo capire ciò che era rimasto di buono nella mente dei carnefici, ovvero nulla. Vedere come la mente umana possa arrivare a compiere gesti simili mi fa capire l’importanza della vita. (Margherita Riccio)

E’ difficile immedesimarsi in quanto accaduto e vestire negli stessi animi di quelle persone vittime di ingiustizia. Oggi noi tutti siamo circondati da vizi e non riusciremmo mai a vivere neanche un giorno in quelle condizioni pietose. (anonimo)

Come descrivere l’oscurità dei campi di concentramento che nonostante la neve e i vari colori sembrava tutto più scuro, grigio, e appunto quel grigio mi deve aiutare a superare il grigio e i problemi di tutti i giorni… Un’esperienza UNICA accompagnata da gente fantastica e speciale…io penso che questa non è un’esperienza ma è VITA, ed è per questo che vorrei ringraziare coloro che hanno organizzato e ci hanno accompagnato in questo viaggio. (Antonio Valentino)

L’esperienza dei campi di concentramento è stata particolarmente toccante ed ha segnato la mia vita in positivo. (anonimo)

E’ stata una bellissima esperienza, ho conosciuto tanta bella gente e ringrazio coloro che hanno organizzato tutto questo. (Francesco Rossi)

Treno della memoria 2010…Un viaggio stupendo, che oltre alla commemorazione, ci ha fatto vivere anche momenti che sicuramente ci aiuteranno a crescere. E’ incredibile pensare come si possa stringere un rapporto talmente bello con persone che si conoscono da appena due giorni ed emozionarti tanto, fino al pianto quando ti dovevi lasciare, arrivati a Torino….Non vi dimenticherò mai ragazzi….Grazie! (Andrea Cecere)

Che dire…non c’è libro, poesia, musica che possa descrivere l’orrore, la tristezza, l’oscurità di queiu campi di concentramento, in particolare alla vista di enormi ammassi di capelli, scarpe, valigie….ed ecco che avverto un nodo alla gola e quasi mi manca il respiro; l’aria è pesante non riesco a controllarmi, mi immedesimo e mi sento una di loro, sì, anch’io una deportata e con orribile tristezza e rabbia lascio il campo di concentramento…Appena fuori mi accorgo ancora di più dell’assurdità di tutto ciò. Cammino per strada, mi guardo intorno e mille perché si affollano nella mia mente…non trovo una risposta, solo desolazione…sono cresciuta tanto, ho capito molte cose e ora non mi resta che testimoniare la mia indimenticabile esperienza, questo è il mio dovere ora, anzi la mia piccola missione. Ragazzi iniziamo a fermare anche i più piccoli gesti di razzismo, violenza, perché poche gocce formano il mare, affinchè la tragedia non si ripeta. (Rosita)

Shock emotivo, razionalizzazione delle emozioni, sfondo grigio e poi il colore. Una spinta, la “SPINTA” per l’impegno, lo sviluppo, verso il mondo, l’idea, il cuore. Questo treno non deve avere mai fine. (Luigi Limone)

3 febbraio. Ritorno alla vita di tutti i giorni.
Come fare…come fare, mi chiedo, ad affrontare la quotidianità, a ritornare alla vita di tutti i giorni dopo un’esperienza che scava…scava nel profondo sempre di più ad ogni ora che passa. E’ come se una parte di me fosse rimasta là, inghiottita dalla desolazione di quei campi. Sono stata sempre molto sensibile rispetto a quelle tristi pagine della nostra storia, ma ora è tutto diverso. E’ diverso perché ho visto con i miei occhi. Diverso perché ho camminato su quelle terre intrise di sangue. Diverso perché ho sentito l’odore della morte. Diverso perché tutto quanto fino ad oggi avevo solo immaginato, all’improvviso ha preso forma nei volti dei deportati, nella sofferenza che traspare dai loro sguardi, nelle loro cose. E quando per un attimo si prova a vestire i loro panni, a vivere quegli istanti con le loro emozioni, l’unica sensazione che si prova è il desiderio di uscirne al più presto, per non sentire quel male infinito avvolgere l’anima, corroderla, umiliarla e risucchiarla in un vortice senza ritorno.
E poi l’altra faccia della medaglia…. Come può l’uomo diventare un carnefice tanto spietato? Come ha potuto arrivare a tanto? Rabbia, tanta rabbia. E ancor più, quando penso a loro….gli indifferenti! Quelli che hanno permesso con il loro silenzio, con la loro inerzia, che ai propri fratelli fossero inflitte atrocità disumane. Loro, più colpevoli delle mani che hanno torturato e ammazzato, loro che nel tenersi in disparte hanno sparso più morte dei carnefici.
E come un fiume, che dopo la piena, ritorna a fluire con il ritmo di sempre, inizio a mettere i tasselli al loro posto. Il passato non può mutare. Rispetto a ciò che fu la mia impotenza è scontata. Ma il presente, quello sì che è nelle mie mani, nelle nostre. Voglio e devo fare. Posso fare. Il mio impegno sarà inizio, mezzo e meta. E inizio da qui, dalle piccole cose di tutti i giorni, dalla mia gente, dalla mia terra.


 

 

 
< Prec.   Pros. >