Care e cari, il Caffè Sospeso va avanti e fa le prove generali..... stavolta insieme con Slow Food ed altri amici della Rete, abbiamo provato a portare in piazza un argomento poco conosciuto, il cibo nelle carceri. Spero che vi farà piacere incontrare un pò di artisti e operatori sociali che, da Torino a Napoli, lavorano per offrire un'occasione di comunicazione a quei detenuti che riescono a trovare il coraggio e la forza di reagire alla solitudine, inventando modi nuovi di preparare il cibo nelle condizioni proibitive in cui vivono. Così, grazie a loro, noi impariamo che il cibo non è solo un messaggio di amore, di gioia, di convivialità, di cultura ma è anche speranza, sogno, liberazione. E che anche un caffè può avere un sapore diverso, se solo pensiamo da dove viene, chi lo ha fatto, un pò come ci insegna il mercato equo. C'è chi ha fatto di questa esperienza di vita, a fianco dei carcerati, uno splendido libro di foto e un ricettario ironico e resistente, c'è chi ha visto nel caffè prodotto in carcere un segno di speranza e di riscatto per il lavoro di domani e c'è pure chi ha messo un ristorante in una casa sequestrata ad un mafioso e, per giunta, ha dato lavoro a dei ragazzi down o a fuoriusciti dell'ospedale psichiatrico...sembrano storie degli anni 70 (per chi li ha vissuti...) e invece sono le cose che vivremo insieme ai protagonisti VENERDI 17 giugno alle dalle 18.30 in poi al bar IntraMoenia, in compagnia di Davide, Giulia, Imma, Peppe, Ubaldo, Pino, Antonio, Enrico, Raffaele, Maurizio e Nino. Belle o brutte, sono storie di casa nostra, storie umane di quelle che piacciono a noi, di gente che parla di diritti. E un corto non si nega a nessuno, ci sarà pure quello. Scommetto che verrete a prendervi il caffè sospeso che vi offriremo.... e il giorno dopo sarete ancora con noi alla festa di Slow Food, a piazza dei Martiri e a Capodimonte Date un'occhiata al programma, c'è da trascorrere due ore in compagnia e avviare il lungo percorso della Rete del Caffè Sospeso Chi c'è c'è..... |